mille tagli per la presidenza trump

Ormai non vi e’ piu’ dubbio. Con o senza impeachment, Donald Trump non sopravvivera’ ai colpi che giorno dopogiorno vengono inferti alla sua disastrosa presidenza. Coloro che credono nei poteri taumaturgici dellademocrazia americana si augurano che il colpo di graziavenga inferto da una maggioranza dei suffragi nelleelezioni del 2020. Per il momento, la presidenza Trump stamorendo di “mille tagli” ma la parola fine potrebbe venire non nell’immediato futuro bensi’ nel Novembre del prossimo anno quando gli americani voteranno. Non e’ daescludersi che sia un “cliff hanger” ovvero un risultatoincerto fino all’ultimo in un clima di suspense.

Gia’ adesso comunque si discute come reagira’ Donald Trump ad una sconfitta di stretta misura. Rifacendosi a quanto affermato dal solito pastore evangelico, Trump ha apertamente accennato alla possibilita’ di una “guerracivile” qualora l’esito della consultazione presidenzialedovesse favorire i “nemici” del presidente, ossia la sinistraed i suoi apostoli socialisti. Il nuovo partito repubblicano, modellato ad uso e consumo della presidenza Trump, e’ non soltanto anti-democratico, ma succubo al punto diproteggere Trump ad oltranza. Al centro della ferocebattaglia attorno alla telefonata di Trump al presidenteucraino Zelenski spicca una sola riflessione, che Trump agisce come un”crime boss”, un capo mafioso, checomunica i suoi messaggi e chiede “un favore” senzamezze parole. Il messaggio a Zelenski era quanto maiesplicito: per ottenere le armi per la difesa dell’Ucrainaaggredita dalla Russia, era necessario che venisse condottaun’inchiesta sui Biden, padre e figlio, con una messa in stato di accusa che avrebbe squalificato l’ex vice presidenteJoe Biden. La talpa era stata chiarissima in proposito: ilpresidente aveva usato il “potere della sua carica” per ottenere l’aiuto del presidente ucraino nella campagna didiffamazione di Biden. Gli stessi legali della Casa Bianca erano consci della gravita’ di questo abuso di potere al punto che fu deciso di secretare il contenuto dellatelefonata tra Trump e Zelenski in un sistema supersegretodi registrazioni. Anche questo era un abuso perche’ la telefonata non conteneva alcunche’ di “sensibile” dal puntodi vista della sicurezza nazionale.

E’ questa telefonata, ed il “cover up” della stessa, chepotrebbero fornire il primo pesante capo di accusa nellaprocedura di impeachment che la Camera deiRappresentanto potrebbe avviare quanto prima. Gli ultimi“tagli” inferti alla presidenza Trump sono i “sub poena” ossia i mandati di varie commissioni della Camera inviati al Pentagono e all’Ufficio presidenziale del Bilanciopertinenti al blocco degli aiuti militari iniziamente promessiall’Ucraina. I fondi per tali aiuti erano stati stanziati dalCongresso. Adesso le commissioni vogliono sapereufficialmente perche’ furono “congelati” dall’esecutivo, anche se tutti sanno perche’. Ma bastera’ l’accertamentodegli abusi a convincere i repubblicani che la presidenzaTrump non e’ difendibile? I sondaggi non alimentano moltesperanze in tal senso. L’88 per cento dei repubblicani sidicono favorevoli alla presidenza Trump. Per loro, Donald Trump e’ lo “street fighter”, il capobanda che ha attaccatol’establishment e ridato fiducia all’elettorato dei bianchipoveri, vessati dal neoliberalismo dei Clinton ed Obama. Quanto ai legislatori repubblicani, preferiscono osservareun basso profilo e dire poco, o nulla, sugli eventi cheimperversano. Quello che preoccupa i repubblicani al Congresso non e’ tanto la prospettiva di un avverso futuroper il partito, anche in conseguenza di un’evoluzionesociale e demografica, ma semplicemente quella del lorofuturo politico a breve termine. Per contro, vari sviluppilasciano pensare che non pochi repubblicani cominciano a riflettere sulle conseguenze del dopo Trump, non ultimaquella possibile ed assai preoccupante di una reazioneviolenta innescata da un eventuale, se non prevedibile,rifiuto di Trump di accettare il responso a lui sfavorevoledelle urne. L’intensita’ del conflitto costituzionale apertosiin conseguenza di una condotta presidenziale disgregativanei confronti di istituzioni e codici politici e moralidell’America e’ ormai tale da generare forti timori di unaforte reazione post-elettorale. La responsabilita’ diprevenire una tale svolta senza precedenti nella storiaamericana ricade sulla leadership democratica, e specificamente sullo speaker Pelosi e i capi dei comitati checonducono le inchieste preliminari per l’impeachment.Avremo presto una risposta.

One thought on “mille tagli per la presidenza trump

  1. 11 ottobre 2019

    Caro Marino, come sempre ti leggo con enorme piacere. Ti chiamerò lunedì mattina e ci metteremo d’accordo per vederci. Giovanna

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