Una corte mostruosa con un oriundo italiano di cui vergognarsi

Se l’America oggi assiste sconvolta a decisionidella Corte Suprema che conculcano i diritti delle donne, e stravolgono l’ordito sociale della nazione, è chiaro lampanteche l’immane disastro è dovuto in modo speciale a due membri della corte appartenenti a  blocchi sociali che hanno ritratto grossi beneficidalla Corte Suprema nel loro avanzamento socio-economico negliStati Uniti: i neri e gli italo-americani, rappresentati dal Giudice afro-americano Clarence Thomas e dal Giudice Samuel Alito, di origini calabresi.  E’ quest’ultimo in particolare che ha scritto lo sconvolgente parere di maggioranza che ha soppresso il dirittoall’aborto libero degli Stati Uniti. Alito ha non solo rinnegato, con i suoi colleghi ultra-conservatori, il diritto all’abortoper il fatto da lui citato che non esiste nella costituzione, ma ha alterato un canone fondamentale nella condotta della massimamagistratura, il rispetto delle decisioni prese in passato (stare decidis). Quanto al Giudice Thomas, la sua protervia estremistaha danneggiato profondamente i Blacks americani con una seriedi decisioni,  l’utima delle quali rovesciava una legge dellostato di New York che limitava il diritto di portarearmi in pubblico. E’ una decisione che non potrà non avereconseguenze fatali per un numero più elevato di neri americani, una minoranza che già registra il più alto numero di omicidi. Ora è la volta delledonne nere ad essere punite dal giudice che ha lo stesso colore di pelle ma un assolutodisprezzo per le penose condizioni dei cittadinidalla pelle scura che disperatamente cercano di emergere in unanazione dove domina tuttora, con ogni arma politica ed economica, la razza bianca.  E’ triste constatarlo, ma i neri d’America non guidano la protesta nei confronti di un giudice che ha stracciato idiritti del gruppo etnico cui appartiene. Thomas, in fondo, non è altro che un membro di un organismo della magistratura che la destraamericana ha ormai trasformato in unacomponente di potere, accomunandola a quellepre-esistenti in forza della costituzione. 

Quanto ad Alito, l’ambasciatore italiano a Washington gli ha consegnato la più altaonorificenza della Repubblica Italiana, il Cavalierato di Gran Croce. Resta da vedere finoa qual punto saranno fieri di lui i compaesani di Rocella Jonica in Calabria. Ma quanto agli italo-americani, si sa già che sono tutti, o quasi, dallasua parte. Gli italo-americani, un tempo vittimedi discriminazione e di oltraggi, si sono da qualche decennio trasformati da Wops (un vecchio insulto nei loro confronti) in Wasps (White Anglo-Saxon Protestants), l’eliteprotestante di classe elevata, di discendenzainglese. Oggi hanno il giurista che si meritano, un ultra conservatore che non mancherà di contribuire all’inasprimento dei divieti anti-aborto che includono proibizioni nazionali come quella contro la diffusione delle pillole anti-aborto e le insolenti proposte che mirano a limitare la capacità delle donne di ottenereaborti attraversando i confini di uno stato.  

Molti temono che sotto la guida perversa del Giudice Thomas  un gran numero di leggi e disposizioni nelcampo sociale sia minacciato di abrograzione, dai matrimoni dellostesso sesso alle pratiche contracettive e finanche le “relazioni intime tra persone dello stesso sesso”. Di fatto, il giudicenero ha invitato la corte a rivedere questi ed altri precedenti chea suo giudizio “sono erronei in misura dimostrabile”. Lo statodi diritto in  America è ormai nelle mani del Congresso chepotrebbe arrestare un’involuzione politica e giuridica che fa dell’America non solo un nazione retrograda ed irrispettosa del suooriginale ordinamento giuridico ma avversa al diritto di ogni persona di prendere decisioni fondamentali per il proprio corpo. E’ su questo aspetto della rottura tracittadini e Corte Suprema che il Campidogliopuò agire, sempre che i democratici riescano ad installare al Congrssouna maggioranza di almeno sessanta seggi, a prova di “filibuster”. Il che non appare raggiungibile nelle attualicondizioni di profonda polarizzazione.

Ma un importante consultazione elettorale, quella del midterm che investe la Camera deiRappresentanti ed un terzo del Senato, è alle porte. I democratici hanno dichiarato guerra allaCorte Suprema ed a quegli stati che si sonoaffrettati ad approvare leggi che sopprimonol’aborto. La campagna elettorale di condannadell’estremismo darà certamente buoni frutti in vari stati e soprattutto nei distretti chiave inlcampo nazionale. Purtroppo, è lontano il giornoin cui il sollevamento politico contro le decisioni dell’alta corte potràtradursi in un’azione politica volta a codificare il diritto all’aborto in sede di Congresso.  La battaglia campale attorno al diritto all’abortoservirà comunque a distogliere il dibattito dalla tamburellanteoffensiva repubblicana per l’inflazione e il prezzo della benzina al risveglio di un importante settore dell’elettorato che non può non vederecompromessi i suoi diritti fondamentali. E’ una battaglia in cui vengono investite somme astronomiche, particolarmentenell’Arizona, Georgia, Florida,  Michigan e Pennsylvania. Nel mezzo dellacontesa è irrimediabilmente coinvolto il presidente Biden, che moltidemocratici accusano di non fare abbastanza per galvanizzare la base del partito. Il presidente è consumato dallo spettro dell’inflazione e da prospettive allarmanti nella difesa dell’integrità territorialedell’Ucraina. Biden ha dichiarato che la decisione della Corte Suprema non è “la parola finale”. Per lui ed altri, la parola spetta aglielettori. Resta il fatto che potrà essere una parola “finale” anche per la sua presidenza.

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