IL PARTITO DI BIDEN HA LA DISTRUZIONE DENTRO CASA 


Non passa giorno ormai che i segni dello sgretolamento della presidenza Biden non si facciano più evidenti. In ordine di tempo, l’ultima conferma viene dall’ammissione dei democratici che la legge sociale di due trilioni e passa non potrà essere approvata prima della fine dell’anno. La principale ragione è presto detta: e’ l’opposizione di un  italo-americano, Joe Manchin III (il nome dice tutto sulla sua  impudenza), senatore della West Virginia, che passerà alla storia come il distruttore del partito al quale appartiene. Con lui, la senatrice democratica dell’Arizona Sinema – ironicamente classificata come “moderata” –   per non perde occasione per sostenere leggi che favoriscono i poteri forti e le corporations, in modo speciale quelle farmaceutiche che le elargiscono ingenti fondi premiando la sua tenace opposizione a misure di legge che permetterebbero a Medicare di negoziare prezzi più bassi per i medicinali. Vale la pena di segnalare che negli Stati Uniti il costo dei medicinali è mediamente otto volte più alto che in Europa.

Il senatore Manchin della West Virginia  – uno degli stati più poveri dove è il tasso di povertà per bambini tocca il 19,6 per cento, uno dei più alti negli Stati Uniti – non solo non si preoccupa dei 67.507 bambini che vivono in povertà nel suo stato ma si oppone alla proposta avanzata a favore di un Child Tax Credit che fornisce assistenza alle famiglie con bambini nel tentativo di ridurre la povertà infantile. Ma Manchin ha detto chiaro e tondo di non voler includere quella misura nella legge generale Build Back Better, la più avanzata legislazione sociale da un secolo a questa parte. La Camera dei Rappresentanti l’ha approvata il mese scorso ma l’opposizione di Manchin – giustificata dal convincimento che quella legislazione è inflazionistica – la condanna al fallimento al Senato.

Ma anche se l’amministrazione dovesse cedere ai ricatti dei due senatori “moderati” (la Sinema insiste su programmi di energia “pulita” ed avversa ogni aumento della tassazione sulle imprese) la legge non passerebbe indenne al Senato ma dovrebbe essere  nuovamente sottoposta con le sue modifiche alla Camera. A questo punto, molti deputati progressivi sono pronti ad insorgere contro una revisione di Build Back Better, che il nefasto Manchin aveva già dimezzato fino a un massimo di un trilione 750 milioni. Un breve sguardo al problema dell’assistenza all’infanzia rivela quanto sia incresciosa la politica di un senatore ossessionato dalla sua presenza alla ribalta nazionale, ne più ne meno come un altro famoso senatore, Joe McCarthy del Wisconsin.

Il Child Tax Credit era stato varato lo scorso Marzo come parte del pacchetto di soccorso a seguito del coronavirus, con un sussidio di 3.600 dollari per un bambino al disotto dei 6 anni e di 3.000 per bambini tra i 6 e 17 anni. Specificamente, i bambini ricevevano tra i 300 e 250 dollari al mese.  Secondo la stessa legge, il credito era valido per l’anno 2021. I democratici tentano ora con ogni mezzo di applicarlo a tutto il 2022 come parte dell’estensione di una misura di Social Security. Tra i senatori che si battono per l’approvazione della legge a favore dell’infanzia é la senatrice Elizabeth Warren che non si stanca di ripetere che il Child Tax Credit ha ridotto di quasi metà il tasso di povertà infantile.

Joe Manchin resa comunque la spina nel fianco del partito democratico in forza del fatto che i democratici di Biden hanno una maggioranza di soli quattro voti alla Camera dei Rappresentanti e sono in parità con i repubblicani al Senato. Lo stesso presidente ha dovuto ammettere che non può fare di più perchè – ha detto – “due membri del Senato votano di più con i miei amici repubblicani”. Di fatto, Manchin e Sinema votano di più con i democratici che non con i repubbicani al Congresso ma mantengono posizioni divergenti nel merito della legislazione sociale. Manchin in particolare impersona un politico ambivalente in cerca di notorietà. Da una parte, ha votato contro le proposte dei repubblicani volte ad eliminare Obamacare ma al tempo stesso ha votato a favore di giudici repubblicani nominati da Trump tra cui Neil Gorsuch e Brett Cavanaugh. Il Paese ne sta pagando le conseguenze e non vi e’ dubbio che gli storici addebiteranno al senatore italo-americano (che ha ammassato una fortuna nel campo dei fossili di cui è ricca la West Virginia) il ruolo ostruzionistico che sta condannando al fallimento la presidenza di Joseph Biden.  

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