L’AMERICA SULL’ORLO DELLA PARANOIA

Non passa giorno che il Presidente Trump non dice o fa qualcosa con lo
scoperto intento di sabotare l’eventuale esito elettorale a lui sfavorevole.
Questo intenso lavorio mirato a denunciare il risultato elettorale poggia
su un’operazione complementare che mette sotto accusa quegli esperti
che affrontano la crisi sulla base dei terrificanti dati di un’epidemia che
appare inarrestabile a motivo dell’incompetenza e dell’insulsa retorica
del presidente. In un Paese in cui stati come la Florida, l’Arizona, la California, il Mississippi e il Texas hanno battuto il record di decessi nella scorsa settimana, la Casa Bianca non sembra aver meglio da fare che attaccare il dottor Fauci con una dichiarazione anonima che lo accusa di
“aver sbagliato su alcune cose”. Il 79enne direttore dell’Istituto per la
Malattie Infettive non e’ piu’ chiamato a fornire consulenze sul corso
dell’epidemia, dal 2 giugno non ha piu’ visto il presidente, ed e’ ammonito
a non rilasciare interviste ufficiali e ad apparire in certi programmi televisivi.
Gli Stati Uniti, un tempo considerati il Paese all’avanguardia scientifica,
con fior di Nobel in medicina, sono oggi la nazione piu’ retrograda nella
lotta contro l’infezione del coronavirus. L’amministrazione Trump si distingue nel minimizzare il disastro infettivo che sconvolge quasi tutti gli stati ripetendo ad nauseam un panegirico di presunti successi nel campo della prevenzione e dei controlli attraverso testing quando e’ chiaro a tutti che il ricorso ai test e il ricorso all’isolamento dei contagi sono completamente insufficienti e di gran lunga inferiori a quello che hanno conseguito Paesi avanzati in Europa ed Asia. I responsabili di questo sfacelo, Trump ed il suo vice Pence, hanno usato l’irrisorio diversivo di pubblicizzare uno studio secondo cui la luce del sole e l’alta
umidita’ possono uccidere il virus sulle superfici non porose. La ridicola
attestazione pseudo-scientifica di Trump e del suo vice e’ smentita dal fatto
che l’epidemia si e’ diffusa con virulenza inarrestabile in stati come la Florida, Arizona, Texas e Louisiana che sono caratterizzati da temperature alte e notevole umidita’.
Tra i tanti sviluppi che quotidianamente depongono sull’incoerenza e
incompetenza dell’amministrazione Trump, il piu’ singolare e’ quello che
segnala il suo stato confusionale quando la Casa Bianca scava il terreno
sotto i piedi delle sue autorita’ sanitarie. Il presidente si distingue per un
tweet che ripete il messaggio incoerente di un personaggio trumpista,
un presentatore di giochi televisivi dal nome di Chuck Woolery, che ha
accusato i CDC (Centers for Disease Control) di aver “mentito” agli
americani circa il virus. La decisione di scagliare strali contro il dott. Fauci,
il rispettato esperto in materia di strategia anti-virus, con accuse tanto
vaghe quanto senza fondamento, dimostra che l’amministrazione combatte il virus come se si trattasse di un problema di pubbliche relazioni.

Il mago di questa iniziativa e’ il genero del presidente, Jared Kushner, asceso alla ribalta di senior advisor con varie fallimentari operazioni, ultima delle quali il parto di un piano per il regolamento del conflitto israelo-palestinese, raffazzonato nel corso di tre anni e finito fatalmente nel dimenticatoio mediorientale. Il capofila della manovra volta a screditare il dottor Fauci e’ il consigliere presidenziale per gli affari commerciali Peter Navarro, che ha accusato l’esperto di presentare un quadro catastrofico dell’epidemia in atto. L’uscita di Navarro in un campo dove non
ha competenza alcuna rispecchia il comportamento di una legione di funzionari che non ardiscono contraddire o minimizzare le fanfaronate del presidente, pena l’immediato licenziamento. Di fatto, Navarro ha esagerato nella sua sfuriata anti-Fauci al punto che la Casa Bianca ha avvertito la necessita’ di precisare che le sue dichiarazioni non erano passate al vaglio della Casa Bianca. Resta il fatto che Trump applica a Fauci la
stessa tecnica di sotterranea denigrazione impiegata nei confronti del procuratore speciale Robert Mueller che fu incaricato di indagare sui rapporti dell’organizzazione elettorale di Trump con i russi.

Con Fauci, pero’, la campagna di denigrazione non funziona
non solo perche’ Fauci gode dell’appoggio di due terzi dell’opinione pubblica americana, ma anche di personaggi repubblicani che non se la sentono di presentarsi ai loro elettori come critici dello scienziato. Tra costoro e’ lo stesso leader repubblicano al Senato, Mitch McConnell, che rischia di perdere la rielezione. Fauci verra’ ricordato come l’esperto che non si stancava di ripetere che si sarebbero prodotte “gravi conseguenze” nel caso di frettolosa riapertura degli stati. La sua profezia certamente non fu errata. L’aspetto piu’ ironico e’ comunque questo: mentre Trump e i suoi fedelissimi si sforzano di proiettare un’immagine di fiducia e di determinazione incoraggiando gli stati a riaprire le loro economie, la Casa Bianca e’ assalita dal virus al punto che due membri dello staff sono stati costretti ad osservare una quarantena. Il governatore dell’Oklahoma Kevin Stitt, che partecipo’ all’infausto comizio di Trump a Tulsa, e’ risultato positivo al test del Covid-19 ma si e’ ostinatamente rifiutato di decretare
l’uso delle mascherine. Non basta: il capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows ha dovuto correre ai ripari per neutralizzare le conseguenze della solita affermazione stralunata di Trump secondo cui il 99 per cento dei casi di coronavirus sono “totalmente innocui”. Questa definizione di Trump si scontra con la realta’ di un’epidemia che infuria con frequenza crescente, con 2.900.000 casi negli Stati Uniti, la punta piu’ alta al mondo, il
doppio della statistica nel Brasile che e’ il secondo Paese piu’ colpito. Se la presidenza Trump verra’ ricordata per un aspetto sconvolgente sara’ quello della mancanza di una strategia nazionale ancorata all’imposizione di mascherine, una decisione relegata invece agli stati. Dulcis in fundo per i democratici e’ la prospettiva che il Congresso approvi il cosiddetto Heroes Act – uno stanziamento straordinario di tre trilioni di dollari – che la maggioranza democratica alla Camera dei Rappresentanti ha approvato a favore di universita’ e colleges anche allo scopo di finanziare l’assistenza di emergenza a studenti. In aggiunta lo Heroes Act prevede un fondo di 500 miliardi per gli stati per sollevarli dai debiti contratti per far fronte all’epidemia. I repubblicani hanno risposto picche obiettando
che lo stanziamento previsto e’ eccessivo ma ora sembra che il loro leader al Senato sia disposto a negoziare. Quel che pesa e’ che una larga maggioranza di americani vuole i soldi. I senatori repubblicani hanno visto da che parte tira il vento e devono adeguarsi per salvare i loro seggi. Un nuovo pacchetto finanziario di stimolo e’ quindi in vista alla ripresa dei lavori al Congresso la prossima settimana. McConnell
e i senatori repubblicani, che avevano condannato il programma democratico come “teatro politico”, devono far buon viso a cattico gioco. Per contro, lo Speaker Pelosi tiene alta la pressione accusando McConnell e i senatori repubblicani di aver perso tempo con le votazioni di conferma di giudici conservatori e indagini su “sfrenate teorie di complotti” imbastite dal Presidente Trump. Ed infine, qualcos’altro va affiorando sempre piu’ nell’interminabile sequela di dichiarazioni sconnesse del presidente, l’ultima delle quali e’ l’accusa rivolta a Biden che “la sua intera carriera e’ stata un dono al partito comunista cinese”. Da notare il fatto senza precedenti che il presidente repubblicano ha usato la Casa Bianca
come palcoscenico elettorale per l’attacco a Biden con il pretesto di tenere una conferenza stampa in cui sono mancate le domande dei giornalisti. E’ lecita la conclusione che Trump si appresta a fare spettacolo ma sono molti coloro che avvertono l’evidente deterioramento delle facolta’ mentali del presidente. E’ altrettanto drammaticamente certo che gli Stati Uniti attraversano uno stadio di paranoia in cui gli americani si scontrano, si insultano e si feriscono in dispute scatenate dal ricorso o meno alle mascherine nelle strade e nei pubblici esercizi.
Una massa di americani e’ profondamente turbata dall’incontenibile pandemia; poco meno di meta’ insiste invece per la riapertura dell’economia e delle scuole in base al principio, decisamente fuori luogo, di liberta’ di espressione. Nel mezzo di questa crisi che va aggravandosi, il presidente e’ latitante.

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