Il Ragazzo sul Fronte

Un’intensa battaglia era ormai in atto lungo la Linea Gotica, la muraglia difensiva dell’esercito tedesco nell’Italia centrale. Correva da La Spezia sulla costa occidentale fino a Pesaro, sulla costa orientale. Sfortunatamente, passava vicino al nostro rifugio. Il fulcro dell’offensiva alleata, la Operation Olive, fu lanciato alla fine dell’Agosto 1944. Il mese di Settembre fu caratterizzato da violenti combattimenti lungo l’intera linea
difensiva. Il 5th Army del Generale Mark Clark era la punta di diamante dell’offensiva nella zona centrale mentre una congerie di forze alleate – indiani, canadesi, inglesi, neozelandesi e greci – pressava il fronte d’attacco lungo la costa adriatica a partire dai primi di Settembre. La zona di campagna di Montefiore Conca, dove eravamo rintanati, sedici chilometri a sud-est di Rimini, era sulla linea direttrice dell’assalto alleato.
Era ormai chiaro anche per noi che la Linea Gotica si stava sfaldando, dopo che il 5th Army aveva conquistato il passo strategico di Giogo e sfondato il principale muro difensivo del comandante tedesco, Generale Albert Kesselring. L’efficace organizzazione Todt, responsabile dell’ingegneria difensiva della Wermacht, aveva eretto una lunga catena di
opere fortificate, con bunker e fortini che presentavano un formidabile vallo difensivo.

L’attacco frontale del 5th Army sulla dorsale di Coriano il 13 Settembre scatenava gli scontri piu’ sanguinosi della campagna italiana. La scalata degli sbarramenti in cemento armato sotto un fuoco di sbarramento costante e l’ascesa dei rilievi cosparsi di trincee richiesero una
massiccia dose di eroismo da parte delle unita’ americane e canadesi. Ogni giorno, l’ottava Armata accusava in media 145 KIA (caduti in combattimento) e 600 feriti.

Eravamo ormai prossimi ad essere ingoiati dalla bufera bellica. Dovevamo allontanarci al piu’ presto verso un luogo con migliori possibilita’ di rifugio. All’alba di un nebbioso giorno di Settembre ci mettemmo in moto alla volta di Rimini, la nostra citta’di residenza, che avevamo abbandonato per cercare salvezza sulle colline. Comprammo un bel carretto di legno dal colono e su di esso caricammo un paio di valigie e parecchi pacchi
contenenti cibo ed acqua. Mio fratello Pier Lorenzo, di quattro anni, venne sistemato in cima al carretto. Camminammo cosi’ per circa sedici chilometri ed al calar della sera raggiungemmo Riccione. Sin dagli Anni Venti Riccione era una perla dei ricchi vacanzieri del nord, attratti dalla sua spiaggia con sabbia di velluto. Il villeggiante piu’ famoso era Benito Mussolini, che trascorreva una o due settimane a Riccione durante l’estate. Il grazioso
palazzetto in riva al mare dove il Duce scendeva era stato costruito nel 1890 ed acquistato da Donna Rachele Mussolini nel 1934. Tutti lo conoscevano come Villa Mussolini.

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