Il Ragazzo sul Fronte

La Via Flaminia raggiungeva il mare ad Ariminum, la moderna Rimini, la citta’ dove la mia famiglia aveva un appartamento e dove era nato mio fratello, Pier Lorenzo, il primo Maggio del 1940. Era la principale arteria che congiungeva Roma alla valle del Po. Nei secoli piu’ tardi terminava a Fano, un’altra citta’ fondata dai romani, a sud di Rimini. Qui scendemmo dal camion per poi incamminarci gambe in spalla verso le colline dove, a circa quindici chilometri, si trovava la fattoria. Qui avevamo affittato due stanze, nude e piccole ma accoglienti, al secondo piano del casolare. Mia padre aveva portato la famiglia in quel casolare nella tarda estate del 1943. Il fondo non era grande, comprendeva circa tre ettari, ma forniva ai contadini abbastanza cibo, grazie alle galline e alle loro uova, alle oche ed alcuni maiali. Un bel giorno il colono decise di ammazzare il maiale con una tecnica secolare che io, cresciuto in citta’, osservai tra lo stupito e lo schifato. Dal maiale appeso ad una trave sgorgava il sangue che veniva raccolto in un paiolo. Piu’ tardi, avremmo mangiato un dolce preparato con quel sangue, il tradizionale “castagnaccio”.

Il mio compito principale era quello di tener d’occhio mio fratello, la cui quotidiana attivita’ era quella di correre dietro alle galline. Le giornate scorrevano tranquille, ma la guerra procedeva verso di noi a grandi passi. Dopo il mio incontro con il caccia sulla strada polverosa osservai da vicino altri episodi della guerra nel cielo di Romagna. Una mattina, ci giunse notizia che un bombardiere americano era stato abbattuto poco lontano. I resti del B-17, un bombardiere pesante della Fifteenth Air Force, erano disseminati in un profondo burrone nelle colline all’interno della
regione. I B-17 avevano la loro base nel tavoliere delle Puglie, vicino Foggia, una localita’ conosciuta agli americani perche’ durante la Prima Guerra Mondiale l’aeronautica italiana vi manteneva una base di addestramento di piloti americani. Tra di essi figurava Fiorello La Guardia. Gli italiani pero’ non gli permisero mai di volare da solo in quanto preoccupati di perdere un prezioso aggancio politico negli Stati Uniti. La Guardia era membro del Congresso, predestinato a divenire sindaco di New York.

I tedeschi e la polizia italiana avevano creato un cordone di sicurezza attorno al velivolo abbattuto ma io e miei compagni ci eravamo avvicinati abbastanza da raccogliere qualche “souvenir”. In particolare, trovammo frammenti di plexiglass, un materiale che ci era completament sconosciuto. Potevamo segarli e limarli per farne anelli. A undici anni, mi sentivo preso da una strana eccitazione, immerso nelle nuove esperienze di un conflitto che si faceva sempre piu’ vicino. Correvano ormai voci disparate sugli eventi del giorno ed io ascoltavo con stupore i racconti dei contadini e dei miei coetanei. Dopo l’ispezione ai resti del B-17, qualcuno mi
confido’ che una donna faceva parte dell’equipaggio. Dopo aver scavato a fondo sulla storia che mi veniva raccontata, giunsi alla conclusione che era legata al ritrovamento di una borsetta, possibilmente da donna, tra gli oggetti inceneriti.

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