Il Ragazzo sul Fronte

Per la famigliola in fuga, il ponte romano doveva trasformarsi in un altro cimento di sopravvivenza. Stava calando la sera quando giungemmo al ponte. Divenne subito apparente che attraversarlo comportava un tremendo rischio. Il ponte di Tiberio e la sponda settentrionale, dove era ubicato il mercato del pesce, erano sottoposti ad un costante bombardamento. Proiettili di howitzer e granate di mortaio piovevano
da una zona limitrofa all’interno dove le forze alleate stavano cercando di intrappolare in una morsa i tedeschi in fuga. Mio padre studiava disperatamente una soluzione per attraversare il fiume sfuggendo al fuoco che imperversava. Misuro’ quindi l’intervallo di tempo tra i colpi in arrivo e ci preparo’ a percorrere il ponte di gran corsa.

Quando dette il via, spingemmo da forsennati il carretto e arrivammo indenni all’altro capo del ponte. Ansimanti, avevamo appena tratto un sospiro di sollievo che una granata colpiva un veicolo che aveva appena lasciato il ponte. Tragicamente, si trattava di un’ambulanza. La deflagrazione ci scaraventava tutti per terra. Mio padre urlo’: “alla spiaggia!” Abbandonai il carretto che stavo spingendo e mi diedi ad una
folle corsa verso il mare. Ero l’ultimo del gruppo familiare quando una granata di mortaio esplodeva al limite della spiaggia, stordendomi. Io fui raggiunto da una manciata di sabbia sul volto. Fortunatamente, ero sfuggito alle schegge della granata. Ancora una volta, la provvidenza mi aveva salvato.

Sconvolti e inzaccherati come eravamo, recuperammo il carretto e riprendemmo Il cammino verso il nord. Non avevamo idea sul da farsi, dove arrivare e cosa aspettarci. Eravamo esausti e per giunta, affamati. Una piccola citta’, Viserba, era sulla strada, a poco piu’ di quattro chilometri da Rimini. Amministrativamente, era una frazione di Rimini, su un terreno piano. Non era lontana dal fiume Rubicone, dove Giulio Cesare aveva gettato il dado, metaforicamente parlando, attraversandolo
nel 49 AC e precipitando in tal modo la guerra civile. Viserba era conosciuta perche’ a partire dal dodicesimo secolo aveva inscenato per anni uno dei primi palii in cui i cavalli correvano dal ponte fino all’arco di Augusto.

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