Il Ragazzo sul Fronte

Dopo aver osservato dalla terrazza la battaglia tra mezzi corazzati, tornammo in strada con il carretto procedendo verso il nord. Ci attendeva un altro appuntamento con il fato, questa volta su un ponte romano che per ironia del destino era ad un centinaio di metri dall’edificio dove avevamo l’appartamento. Praticamente tutti i trentamila abitanti di Rimini, la romana Ariminum, erano fuggiti. I bombardamenti a tappeto sulla citta’, presa di mira per il suo scalo ferroviario, avevano raso al suolo 7.500 edifici, tra cui non pochi monumenti storici. Ironicamente, agli inizi non c’erano unita’ tedesche dislocate nella cerchia urbana.

Due costruzioni romane erano scampate alla distruzione: l’arco trionfale di Augusto, eretto nel 27 AC, ed il ponte di Tiberio che i tedeschi, forse in omaggio al loro culto della romanita’, non avevano demolito. La costruzione del ponte era stata avviata dall’Imperatore Augusto e completata da Tiberio nel 21 DC.

Eravamo arrivati con il carretto al ponte Tiberio sul fiume Marecchia, che i romani chiamavano Ariminus. Era l’unico ponte agibile su quel fiume nel centro abitato di Rimini. I tedeschi in ritirata non lo avevano distrutto, pur lasciando sul sito alcune cariche esplosive che avrebbero potuto brillare. Conoscevo bene quel ponte romano perche’ all’inizio della guerra avevo giocato nei pressi con i miei compagni. Il ponte stesso comprendeva cinque archi semicircolari e segnava il punto di partenza della Via Emilia che raggiungeva l’Italia settentrionale. Il ponte era stato eretto con pietra dell’Istria e pavimentato con la tradizionali lastre di basalto. Un piccolo marciapiede laterale consentiva il passaggio delle persone. Ancor
oggi e’ impressionante che per due millenni quel ponte romano abbia sostenuto il traffico veicolare. Ed e’ quanto meno eccezionale che sia sopravvissuto a vari conflitti, a due terremoti, ad un assalto durante la guerra Greco-gotica e ad un tentativo di incendio da parte di Pandolfo Malatesta nel 1528. Per me, che da ragazzo ero cresciuto li’ accanto, il ponte di Tiberio rimane piu’ che il simbolo del potere imperiale di Roma,
l’emblema della resilienza dell’Italia. Nel Dicembre 2019 veniva finalmente attuato un provvedimento che dava il via alla pedonalizzazione. Con una destinazione diversa a beneficio dei cittadini, il ponte di Tiberio sfida altri secoli.

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