La monarchia di Donald Trump

Tra  i democratici e i repubblicani prosegue una serrata partita a scacchi, quella di un impeachment senza fine con conseguenze gravissime per la governabilita’ della nazione americana. Gli Stati Uniti sono oggi un Paese inesorabilmente spaccato in due, tra il Partito Trump e il partito democratico. Di fatto, il partitore pubblicano non esiste piu’. Il Partito Trump e’ il prodotto di una trasformazione politica in senso spiccatamente autocratico senza precedenti in America. E dire che i Padri Fondatori avevano in mente, sopra ogni cosa, il rigetto di qualsiasi forma di monarchia. Donald Trump e’ oggi quanto di piu’ prossimo si possa immaginare ad un monarca, con un’importante differenza, che meta’ della popolazione lo avversa con ogni mezzo consentito dalla Costituzione.
Il Presidente Trump e’ stato sottoposto ad una procedura di impeachment che dovrebbe avere il suo logico sbocco costituzionale in un processo al Senato, dopo il voto della Camera dei Rappresentanti a  favore dell’impeachment. Ma il “luogotenente del re”, il capo della maggioranza repubblicana al Senato Sen. McConnell, ha gia’ fatto sapere che tipo di processo possono aspettarsi gli americani: un”processo” veloce, senza testimoni, e senza la presentazione di documenti di stato, in particolare della Casa Bianca. Dinanzi a questa prospettiva, molti democratici chiedono al loro Speaker, Nancy Pelosi, di non trasmettere gli articoli di impeachment  al Senato in mancanza di precise garanzie di legittimita’ del process previsto dalla Costituzione.
La partita si fa dunque ancora piu’ rovinosa per il Paese, che rischiauna paralisi governativa fino alle prossime elezioni presidenziali. Ma il peggio e’ probabilmente alle porte, perche’ anche se Trump dovesse perdere le elezioni, l’eventuale rielezione di un Senato controllato dai repubblicani, il Partito Trump, assicura il protrarsi di una vera e propria paralisi governativa. Tra tutte le probabili conseguenze, molte toccano il futuro dell’intero scacchiere politico mondiale, segnatamente quello dei rapporti euro-americani. Gli Stati Uniti di Trump non appaiono un alleato affidabile dell’Europa. Valutazioni in tal senso sono giunte ormai da vari quartieri, a cominciare dalla Cancelliera tedesca Merkel fino al Presidente francese Macron. In modo speciale, la NATO continuera’a patire le esternazioni di Trump ed a perdere credibilita’. Un similefato grava su altre istituzioni ed intese internazionali.’ Ancora più’ preoccupante e’ il fatto che Putin e la Cina raccoglieranno i frutti dellosgretolamento di quello che veniva eufonicamente definito “mondo libero”.

Quando verra’ scritta la storia dei presenti avvilenti accadimenti in America e nel mondo, una rilevante parte delle responsabilita’ verra’ addossata al partito repubblicano, un insieme di politici che hanno dato prova di una codardia inconcepibile dinanzi alle minacce di un presidente che pretendeva assoluta lealta’, proprio come un monarca del passato.

I repubblicani si sono arroccati sull’argomento che il voto di impeachment era dovuto all’odio verso il presidente, un’ostilita’ create dal suo sorprendente successo nel 2016. I repubblicani hanno persino riesumato l’accusa dei membri repubblicani del Congresso, ma non tutti, che nel 1973 sostenevano che Nixon era stato estromesso da un “colpo di stato”.

L’impeachment di Trump non puo’ essere ascritto ad un “colpodi stato” ma al mancato rispetto di leggi, regole ed istituzioni da parte di Trump, per non parlare della dignita’ dell’incarico che rivestiva. Malgrado l’evidenza delle prove sull’ormai famoso quid pro quo, i repubblicani hanno avuto paura di alienare la base della monarchia Trump ed hanno fatto quadrato attorno al presidente. I loro capi hanno gia’ fatto sapere che al processo senatoriale non intendono osservare il giuramento che impone loro di rendere “giustizia imparziale secondo la Costituzione e le leggi”. Quel che vogliono e’ un’assoluzione sbrigativa che permetta a Trump di rifarsi una verginita’ politica. Una cosa infatti e’ certa, ed e’ che il sen.McConnell ed i senatori repubblicani non hanno alcuna intenzione di ascoltare i capi di accusa con la mente aperta e di permettere testimonianze come quelle richieste dalla leadership democratica. In poche parole, hanno dichiarato esplicitamente di non voler agire da giudici imparziali.

Un particolare che vale la pena di citare e’ che all’epocadell’impeachment del president Clinton, vari membri democratici del Congresso votarono contro di lui ed altri espressero vivaci critiche al suo comportamento. Questa volta, dai membri repubblicani non e’ giunta la minima critica al presidente. Uno dei senatori e’ giunto anzi a paragonare l’impeachment alla crocifissione di Gesu’ Cristo. I rilevamenti di pubblica opinione confermano che gli americani sono radicalmente divisi sulla validita’ ed efficaciadell’impeachment.

Repubblicani e democratici sono separati dal piu’ sottile deimargini. E’ difficile pensare che la polarizzazione non influenzera’ profondamente il corso politico in America per un lungo periodo. Di certo, continuera’ in termini di aspro confronto costituzionale, indipendentemente dall’esito delle elezioni presidenziali. Il mondo deve prendernenota.

 

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